Reati transnazionali (L. 146/2006) e responsabilità 231

L'art. 10 L. 146/2006 estende la responsabilità prevista dal D.Lgs. 231/2001 ai reati transnazionali: associazioni criminali, traffico di stupefacenti, contrabbando di tabacchi, immigrazione clandestina e intralcio alla giustizia commessi con il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato e con proiezione in più Stati. Conta per le imprese con filiere, sedi o partner esteri.

Aggiornato al · 4 min di lettura · A cura della redazione di 231 AI

Rubrica · L. 146/2006

Reati transnazionali

Legge 16 marzo 2006 n. 146

Quando l'ente risponde per i reati transnazionali (art. 10 L. 146/2006 e D.Lgs. 231/2001)

L'art. 10 rinvia alle disposizioni del D.Lgs. 231/2001: valgono quindi i criteri dell'interesse o vantaggio, la distinzione tra apicali e sottoposti e l'efficacia esimente del Modello. Il presupposto aggiuntivo è il carattere transnazionale del reato.

La nozione di reato transnazionale (art. 3 L. 146/2006)

La legge di ratifica della Convenzione ONU contro il crimine organizzato transnazionale considera transnazionale il reato punito con la reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, quando sia coinvolto un gruppo criminale organizzato e, in alternativa, il reato:

  • sia commesso in più di uno Stato;
  • sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato;
  • sia commesso in uno Stato, ma vi sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più Stati;
  • sia commesso in uno Stato, ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

Per gruppo criminale organizzato si intende, secondo la Convenzione, un gruppo strutturato di tre o più persone, esistente per un certo periodo e che agisce di concerto per commettere reati gravi al fine di ottenere un vantaggio economico o materiale. Non coincide necessariamente con l'associazione per delinquere.

Le sanzioni

ReatiSanzione pecuniariaInterdittive
Artt. 416 e 416-bis c.p., associazione per il contrabbando di tabacchi, art. 74 D.P.R. 309/1990da 400 a 1000 quotenon inferiori a un anno; definitiva se l'ente è stabilmente utilizzato a tali fini
Art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, D.Lgs. 286/1998da 200 a 1000 quotenon superiori a due anni
Artt. 377-bis e 378 c.p.fino a 500 quoteno

Il riciclaggio e l'impiego di denaro di provenienza illecita, originariamente inclusi, sono oggi richiamati dall'art. 25-octies D.Lgs. 231/2001 indipendentemente dal carattere transnazionale. La rilevanza pratica della disciplina è soprattutto nelle ipotesi non coperte altrove, come il favoreggiamento personale.

Le fattispecie

  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine

    Art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al D.Lgs.n.286 del25 luglio 1998

  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope

    Art. 74 del testo unico di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990, n.309

  • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati

    Art. 86 introdotto dal D. Lgs n.141 del 26 settembre 2024

    introdotto dal D. Lgs n.141 del 26 settembre 2024

  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria

    Art. 377-bis c.p.

  • Favoreggiamento personale

    Art. 378 c.p.

  • Associazione per delinquere

    Art. 416 c.p.

  • Associazione di tipo mafioso

    Art. 416-bis c.p.

  • Circostanze aggravanti e attenuanti per reati connessi ad attività mafiose

    Art. 416-bis.1 c.p.

    introdotto dal D.L.gs.n.21 del 1marzo 2018 e modificato da Legge n.60 del 23 maggio 2023

Processi e attività sensibili

  • Selezione di partner, agenti, distributori e fornitori esteri, specie in Paesi ad alto rischio.
  • Logistica internazionale e spedizioni, esposte a infiltrazioni nelle catene di trasporto.
  • Operazioni commerciali e finanziarie con controparti estere e pagamenti verso giurisdizioni diverse da quella della controparte.
  • Gestione di sedi, filiali e joint venture all'estero.
  • Ricorso a manodopera reclutata all'estero e organizzazione di trasferimenti di personale.
  • Rapporti con persone coinvolte in procedimenti penali, rilevanti per favoreggiamento e induzione a dichiarazioni mendaci.

Presidi del Modello 231

  • Due diligence sulle controparti estere: titolare effettivo, reputazione, liste restrittive, coerenza tra attività dichiarata e operazioni richieste.
  • Clausole contrattuali di rispetto della legge, diritto di audit e risoluzione per coinvolgimento in procedimenti per reati di criminalità organizzata.
  • Controlli sulla catena logistica: verifica di spedizionieri e vettori, sigilli, riconciliazione tra merce ordinata, spedita e ricevuta.
  • Pagamenti tracciati solo verso conti intestati alla controparte e nel Paese in cui opera.
  • Regole di condotta nei rapporti con persone coinvolte in procedimenti penali.
  • Flussi verso l'OdV: nuove controparti in Paesi ad alto rischio, anomalie nelle spedizioni, richieste di pagamento verso terzi o giurisdizioni diverse, notizie di indagini su partner esteri.

Domande frequenti

Quando un reato è transnazionale ai fini della responsabilità dell'ente?

Quando è punito con la reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, vede coinvolto un gruppo criminale organizzato e presenta un collegamento con più Stati: commissione in più Paesi, preparazione o direzione all'estero, coinvolgimento di un gruppo attivo in più Stati o effetti sostanziali in un altro Stato. Solo i reati elencati dall'art. 10 L. 146/2006 fanno sorgere la responsabilità dell'ente.

La L. 146/2006 si applica anche alle imprese che operano solo in Italia?

Può applicarsi. È sufficiente che il reato commesso in Italia sia pianificato o diretto all'estero, abbia effetti sostanziali in un altro Stato o coinvolga un gruppo criminale attivo in più Paesi. Un'impresa nazionale che si avvale di fornitori, vettori o intermediari collegati a organizzazioni estere può quindi essere esposta, anche senza avere sedi fuori dal territorio italiano.

Il favoreggiamento personale è un reato presupposto 231?

Solo nella forma transnazionale. Il favoreggiamento personale (art. 378 c.p.) non compare negli articoli del D.Lgs. 231/2001, ma l'art. 10 L. 146/2006 lo richiama quando ha carattere transnazionale, con sanzione pecuniaria fino a 500 quote. È il caso di chi aiuta taluno a eludere le investigazioni, ad esempio occultando documenti, nell'ambito di vicende che coinvolgono un gruppo criminale organizzato.

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Questa pagina ha finalità informative e non costituisce parere legale: l’applicazione della disciplina al singolo ente richiede la valutazione di un professionista.