Art. 25-sexiesdecies D.Lgs. 231/2001: contrabbando

L'art. 25-sexiesdecies D.Lgs. 231/2001 rende l'ente responsabile per i reati di contrabbando, cioè la sottrazione di merci al pagamento dei diritti di confine dovuti all'importazione e all'esportazione, e, dopo la riforma doganale, per i reati in materia di accise. Interessa ogni impresa che importa o esporta, anche tramite spedizionieri e rappresentanti doganali, e quelle che producono o movimentano prodotti soggetti ad accisa.

Aggiornato al · 3 min di lettura · A cura della redazione di 231 AI

Rubrica · Art. 25-sexiesdecies

Contrabbando

Modificato dal D.Lgs. n. 141 del 26 settembre 2024

I reati della famiglia

L'articolo rinviava in origine ai reati del D.P.R. 43/1973 (Testo unico delle leggi doganali). Il D.Lgs. 141/2024 ha abrogato quel testo, ha introdotto le disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell'Unione e ha riformulato l'art. 25-sexiesdecies, che oggi richiama i reati previsti da tali disposizioni e dal Testo unico accise (D.Lgs. 504/1995). Tra le fattispecie doganali:

  • Art. 78 – Contrabbando per omessa dichiarazione.
  • Art. 79 – Contrabbando per dichiarazione infedele.
  • Art. 84 – Contrabbando di tabacchi lavorati.
  • Art. 86 – Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati.

Si aggiungono le ulteriori ipotesi di contrabbando nel movimento delle merci, nell'uso di regimi doganali agevolati e nell'esportazione, e i delitti di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa previsti dal D.Lgs. 504/1995. Il quadro è stato più volte ritoccato: l'elenco esatto, le soglie di rilevanza penale e le aggravanti vanno verificati sul testo vigente.

Quando l'ente risponde per il contrabbando (art. 25-sexiesdecies D.Lgs. 231/2001)

L'interesse o vantaggio dell'ente coincide con i diritti non pagati: dazi e altri tributi riscossi in dogana, tra cui l'IVA all'importazione, oppure accise evase. Condotte tipiche: sottovalutazione del valore in dogana, errata classificazione tariffaria, falsa origine per ottenere dazi preferenziali, uso improprio di regimi sospensivi.

Gli autori tipici sono il responsabile doganale o della supply chain, gli acquisti che concordano valori e documenti con il fornitore estero, l'amministrazione. Spedizionieri e rappresentanti doganali sono terzi, ma l'ente risponde se l'illecito è determinato o agevolato da propri apicali o sottoposti.

Le sanzioni pecuniarie crescono quando i diritti dovuti superano la soglia di centomila euro; si applicano le interdittive del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, dell'esclusione da agevolazioni e finanziamenti e del divieto di pubblicizzare beni o servizi. Resta ferma la confisca del profitto ex art. 19.

Processi e attività sensibili

  • Determinazione del valore in dogana: inclusione di royalties, costi di trasporto e assicurazione, prezzi infragruppo.
  • Classificazione tariffaria delle merci e gestione delle informazioni tariffarie vincolanti.
  • Origine delle merci: certificati, dichiarazioni del fornitore, regole di origine preferenziale.
  • Regimi speciali: deposito doganale, perfezionamento attivo e passivo, ammissione temporanea, uso finale.
  • Gestione di depositi fiscali e movimentazione di prodotti sottoposti ad accisa.
  • Incarico e controllo di spedizionieri e rappresentanti doganali.
  • Acquisti da fornitori extra-UE: coerenza tra contratto, fattura commerciale e documenti di trasporto.

Presidi del Modello 231

  • Procedura doganale con responsabile interno, criteri di classificazione e valore documentati e revisione periodica delle voci tariffarie più rilevanti.
  • Mandato scritto al rappresentante doganale con istruzioni, flusso documentale e verifica a campione delle dichiarazioni presentate a nome dell'ente.
  • Riconciliazione tra dichiarazioni doganali, contabilità di magazzino e fatture passive, incluse le rettifiche di prezzo infragruppo successive allo sdoganamento.
  • Verifica dei certificati di origine e delle dichiarazioni dei fornitori prima di chiedere preferenze tariffarie.
  • Contabilità di magazzino dei regimi sospensivi e dei depositi, con inventari periodici.
  • Flussi verso l'OdV: verifiche e revisioni dell'accertamento dell'Agenzia delle dogane, processi verbali, contenziosi, ravvedimenti e rettifiche spontanee, cambi di spedizioniere, esiti degli audit doganali interni.

Domande frequenti

Il contrabbando è ancora reato dopo la riforma doganale?

Sì. Il D.Lgs. 141/2024 ha abrogato il Testo unico doganale del 1973 ma ha riformulato i reati nelle disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell'Unione, prevedendo contrabbando per omessa dichiarazione, per dichiarazione infedele e altre ipotesi. Le violazioni di minore entità restano soggette a sanzioni amministrative. L'art. 25-sexiesdecies D.Lgs. 231/2001 è stato adeguato e richiama le nuove norme, comprese quelle in materia di accise.

L'importatore risponde se l'errore è dello spedizioniere?

Dipende. Se lo spedizioniere agisce in autonomia e l'ente gli ha fornito informazioni corrette, la responsabilità resta in capo a lui. Se invece il valore o la classificazione errati derivano da documenti, istruzioni o omissioni di controllo dell'importatore, e l'ente ne trae un risparmio, la responsabilità 231 è configurabile. Un mandato scritto e verifiche a campione sulle dichiarazioni riducono il rischio.

L'IVA all'importazione rileva per il contrabbando?

L'IVA all'importazione è riscossa in dogana ed è considerata tra i diritti di confine, insieme ai dazi. La sua evasione attraverso false dichiarazioni doganali può quindi integrare il contrabbando e concorrere alla soglia oltre la quale le sanzioni per l'ente aumentano. La qualificazione dei singoli casi va valutata anche alla luce dei reati tributari.

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Questa pagina ha finalità informative e non costituisce parere legale: l’applicazione della disciplina al singolo ente richiede la valutazione di un professionista.