Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati
I reati della famiglia
- Art. 1 L. 13 dicembre 1989, n. 401 – Frode in competizioni sportive.
- Art. 4 L. 13 dicembre 1989, n. 401 – Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa.
La frode sportiva punisce chi offre o promette denaro o altra utilità a un partecipante a una competizione sportiva organizzata dalle federazioni o dagli enti sportivi riconosciuti, o compie altri atti fraudolenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto svolgimento della gara; è punito anche il partecipante che accetta. L'art. 4 contiene invece un insieme di delitti e contravvenzioni sull'organizzazione abusiva di giochi, lotterie e scommesse riservati allo Stato o ai concessionari, sulla raccolta di scommesse senza concessione o autorizzazione e sulla partecipazione o agevolazione di tali attività.
Quando l'ente risponde per frode sportiva e gioco abusivo (art. 25-quaterdecies D.Lgs. 231/2001)
Nella frode sportiva l'interesse dell'ente è il risultato: la salvezza, la promozione, l'accesso a una competizione con i relativi ricavi da diritti, sponsor e premi. Autori tipici sono dirigenti, direttori sportivi, allenatori, tesserati e procuratori che agiscono per la società. Nel gioco abusivo l'interesse è la raccolta di giocate fuori dal circuito concessorio o con apparecchi non conformi, e gli autori sono amministratori e gestori di sale, punti di raccolta e piattaforme.
L'articolo prevede, per i delitti, la sanzione pecuniaria fino a 500 quote e le sanzioni interdittive dell'art. 9, comma 2, per una durata non inferiore a un anno; per le contravvenzioni, la sanzione pecuniaria fino a 260 quote.
Processi e attività sensibili
- Gestione sportiva: rapporti con tesserati propri e di altre società, arbitri e ufficiali di gara.
- Calciomercato e trasferimenti, con pagamenti a procuratori e intermediari.
- Premi, bonus e incentivi legati ai risultati, propri o di terzi.
- Rapporti con sponsor e operatori di scommesse.
- Raccolta di gioco e scommesse: titoli concessori, collegamento alla rete telematica, gestione di punti vendita e ricevitorie.
- Installazione e gestione di apparecchi da intrattenimento nei locali e conformità delle schede di gioco.
- Gestione di piattaforme online e verifica dei mercati serviti.
Presidi del Modello 231
- Codice etico sportivo con divieto di contatti impropri con avversari e ufficiali di gara e di scommesse sulle competizioni della società.
- Tracciabilità dei pagamenti a tesserati, procuratori e intermediari, con causali specifiche e doppia firma.
- Monitoraggio dei flussi anomali di scommesse sulle gare della società, attraverso le federazioni e gli organismi preposti.
- Verifica dei titoli concessori e autorizzativi per ogni punto di raccolta e per gli apparecchi installati, con scadenzario.
- Controlli tecnici sugli apparecchi e sui collegamenti alla rete telematica del concessionario.
- Clausole contrattuali con gestori ed esercenti terzi, con diritto di audit e risoluzione.
- Formazione di dirigenti, staff tecnico e tesserati.
- Flussi verso l'OdV: procedimenti della giustizia sportiva, segnalazioni di anomalie nelle quote, contestazioni dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, irregolarità sugli apparecchi.
Domande frequenti
Una società sportiva può rispondere ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per una partita truccata?
Sì. Se un dirigente, un allenatore o un altro soggetto che agisce per la società offre denaro o altra utilità per alterare il risultato di una competizione, e la società ne trae vantaggio, l'art. 25-quaterdecies consente di sanzionarla con pene pecuniarie e interdittive. La responsabilità penale e quella 231 si aggiungono alle conseguenze previste dall'ordinamento sportivo.
Chi gestisce sale giochi o punti scommesse deve adottare un Modello 231?
L'adozione del Modello non è obbligatoria per legge, ma per questi operatori è fortemente raccomandata, perché la raccolta di gioco senza titolo concessorio o con apparecchi non conformi rientra nell'art. 4 L. 401/1989, richiamato dall'art. 25-quaterdecies. Il Modello deve presidiare titoli, apparecchi, rapporti con esercenti e collegamenti con la rete del concessionario.
Quali sanzioni prevede l'art. 25-quaterdecies D.Lgs. 231/2001?
Per i delitti l'ente rischia la sanzione pecuniaria fino a 500 quote e le sanzioni interdittive per almeno un anno, tra cui la sospensione di licenze e concessioni, decisive per un operatore del gioco. Per le contravvenzioni dell'art. 4 L. 401/1989 è prevista la sola sanzione pecuniaria fino a 260 quote. Resta ferma la confisca del prezzo o del profitto.
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Questa pagina ha finalità informative e non costituisce parere legale: l’applicazione della disciplina al singolo ente richiede la valutazione di un professionista.