Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento
I reati della famiglia
- Art. 453 c.p. Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate.
- Art. 454 c.p. Alterazione di monete.
- Art. 455 c.p. Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate.
- Art. 457 c.p. Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede.
- Art. 459 c.p. Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati.
- Art. 460 c.p. Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo.
- Art. 461 c.p. Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata.
- Art. 464 c.p. Uso di valori di bollo contraffatti o alterati.
- Art. 473 c.p. Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni.
- Art. 474 c.p. Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Quando l'ente risponde per i reati dell'art. 25-bis D.Lgs. 231/2001
Serve che un apicale o un sottoposto commetta il delitto nell'interesse o a vantaggio dell'ente. Per le monete il caso realistico è circoscritto alla rimessa in circolazione consapevole di banconote false ricevute in cassa. Per i segni distintivi il vantaggio è diretto: margini su prodotti che imitano un marchio noto, risparmio sullo sviluppo copiando un modello o un brevetto, acquisto a basso prezzo di merce contraffatta da rivendere. Gli artt. 473 e 474 c.p. presuppongono che il marchio, il brevetto o il disegno siano tutelati secondo le norme interne, europee e internazionali.
Le sanzioni pecuniarie sono graduate per reato: da un massimo di 200 quote per la spendita di monete ricevute in buona fede fino a 800 quote per la falsificazione di monete; per contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi fino a 500 quote. Per la maggior parte dei delitti, compresi quelli degli artt. 473 e 474 c.p., si applicano anche le interdittive per non più di un anno.
Processi e attività sensibili
- Gestione del contante in grande distribuzione, punti vendita, logistica valori e servizi di incasso.
- Acquisto e uso di valori bollati.
- Ricerca, sviluppo e design: nuovi modelli, packaging, soluzioni tecniche coperte da privative altrui.
- Marketing e branding: scelta di nomi, loghi e segni distintivi.
- Acquisti e importazioni, soprattutto da fornitori extra UE e canali non ufficiali.
- Vendita online e su marketplace.
- Produzione per conto terzi e gestione delle licenze di marchio.
Presidi del Modello 231
- Verifiche di anteriorità su marchi, brevetti e disegni prima del lancio di nuovi prodotti, affidate a professionisti qualificati.
- Qualifica dei fornitori: canali autorizzati e garanzie contrattuali sull'originalità della merce.
- Controlli in accettazione sui lotti a rischio.
- Procedura sul contante: rilevatori, ritiro e consegna delle banconote sospette, divieto di rimetterle in circolazione.
- Valori bollati acquistati solo da rivenditori autorizzati o in modalità telematica.
- Flussi verso l'OdV: diffide per contraffazione, sequestri doganali, ritiri di prodotto, anomalie di cassa ripetute.
Domande frequenti
Contraffazione di marchio: si applica l'art. 25-bis o l'art. 25-bis.1?
Dipende dalla condotta. Gli artt. 473 e 474 c.p., richiamati dall'art. 25-bis, puniscono la contraffazione di marchi tutelati e il commercio di prodotti con segni falsi. L'art. 25-bis.1 richiama invece la vendita di prodotti con segni mendaci, idonei a ingannare su origine o qualità (art. 517 c.p.), e la fabbricazione o il commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.).
Ricevere banconote false in cassa espone l'azienda a responsabilità 231?
Ricevere una banconota falsa non è reato. Conta la condotta successiva: chi, accortosi della falsità, la rimette in circolazione commette la spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.), richiamata dall'art. 25-bis. Se lo fa per evitare una perdita all'impresa, l'ente può rispondere. Il presidio è una procedura chiara di ritiro e consegna delle banconote sospette.
Per quali imprese è rilevante l'art. 25-bis?
Soprattutto per chi produce, importa o vende beni di marca: moda, elettronica, componentistica, ricambi, commercio online. Per i reati sulle monete rilevano le imprese che gestiscono molto contante. Per enti privi di questi profili la famiglia può essere valutata a rischio basso o escluso, con una motivazione documentata nella mappatura dei rischi.
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Questa pagina ha finalità informative e non costituisce parere legale: l’applicazione della disciplina al singolo ente richiede la valutazione di un professionista.